“Tutte le strade portano a Roma” dice il famoso proverbio.
Eppure, da un’altra prospettiva, tutte le strade possono portarti ovunque tu voglia andare.
Se vuoi capire come prendere una decisione occorre dunque stabilire la destinazione e solo a quel punto si può scegliere come arrivarci.
Se hai tempo, puoi goderti il viaggio.
Se vai di fretta, ti conviene prediligere il percorso più veloce.

Nessuna scelta ha dunque senso in assoluto.
L’errore sta proprio nel pensare che invece esista LA scelta giusta che possa guidare il tuo cammino, Viaggiatore.

COME SI PRENDE UNA DECISIONE?

Il problema del prendere decisioni è legato soprattutto ad una falsa convinzione, ovvero che le cose siano bianche o nere.
Che ci siano scelte giuste e scelte sbagliate.
Questa convinzione errata è la causa di problemi come la procrastinazione, la precrastinazione, il rimorso ed il rimpianto.
Quando prendi una decisione stai rinunciando a tutte le alternative possibili che esistono in quel dato momento.
Devi insistere nel tuo lavoro, o mollare?
Devi portare avanti questa relazione, o chiuderla?
Iniziare oggi o rimandare a quando sarai perfetto?
Foto di un ragazzo seduto su un divano

Domande che ci siamo posti tutti almeno una volta, e che magari ti stai ponendo in questo periodo, Viaggiatore.
Nessuna risposta ha però valore assoluto.
Come dicevo nell’intro la strada che scegli di prendere ha senso solo in base alla destinazione cui devi giungere.
Per questo questo motivo, prima di prendere qualunque decisione occorre stabilire quale sia il tuo Endgame, ovvero il Risultato da raggiungere, e quali Obiettivi ti aiuteranno ad arrivarci.

CONOSCI LA DIFFERENZA TRA OBIETTIVO E RISULTATO?

Foto di una mano che punta verso il sole

Questa è la domanda che rivolgo sempre ai miei allievi nelle prime sessioni dei miei percorsi di coaching.
Quasi nessuno è in grado di rispondere correttamente.
E nessuno di chi ci riesce sa applicare questo principio nella propria vita.
La risposta è molto semplice, Viaggiatore.
Un Risultato è ciò che tu vuoi ottenere.
Un Obiettivo è l’azione da compiere per raggiungere il Risultato (o avvicinarti verso di esso).
Sono in molti a confondere questi due concetti, con conseguenze pericolose sulla motivazione e sulle nostre decisioni.
Facciamo qualche esempio per capire cosa intendo.

Secondo te ottenere una promozione al lavoro è un obiettivo o un Risultato?
Andare a correre tutti i giorni è un obiettivo o un risultato?
Superare un concorso è un obiettivo o un risultato?
Allenarti in palestra è un obiettivo o un risultato?

Si tratta di 4 situazioni che ho affrontato con dei miei clienti che non riuscivano ad essere costanti nel loro impegno e avevano messo in discussione se stessi a causa di questo.

Si trattava in tutti i casi di scelte che avevano preso volontariamente, che sapevano essere giuste per loro, per il loro futuro, per la loro salute.
Eppure hanno affrontato tutti la stessa serie di problematiche:

  • Mancanza di motivazione reale
  • Perdita di motivazione dopo poco tempo
  • Distrazioni continue
  • Autosabotaggi
  • Frustrazione e perdita di interesse dopo aver ottenuto il “risultato”

Ciò che è emerso nel percorso di coaching svolto assieme è stato l’aver confuso Obiettivo e Risultato.
Nessuna di quelle 4 opzioni era infatti qualcosa da raggiungere, si trattava in tutti i casi di azioni da svolgere per ottenere qualcosa… ma cosa?

Foto di una ragazza che osserva delle montagne
Nessuno sapeva rispondere, mancava il Risultato.
Mancava l’Endgame delle loro scelte.
Era questo a causare la perdita di motivazione, la facilità con cui si distraevano, il sabotarsi quando stavano per farcela.
Il cervello umano ha infatti bisogno di una direzione da seguire per sostenerci, e quando manca tenderà a cercare indicazioni dove sa di poterle trovare: nel nostro passato e nelle nostre abitudini.
Il motivo per cui è difficile iniziare una dieta pur sapendo che ne abbiamo bisogno è perché spesso manca un Risultato a cui il nostro cervello possa tendere per rendere costante la nostra motivazione.

Ma come si fa a stabilire un Endgame?
Semplice.
Si parte dal porsi le domande giuste.

QUAL è IL TUO ENDGAME?

Questa domanda ne maschera altre due, molto semplici.

  1. “Cosa vuoi ottenere da questa tua decisione?”
  2. “Perché è importante per te raggiungere questo risultato?”

La prima serve a farti visualizzare chiaramente il tuo Endgame, ovvero la fine del gioco, cosa ci sarà alla fine della tua avventura.
La seconda invece deve farti riflettere sull’importanza di questa tua decisione.
Il tuo Endgame deve sempre essere qualcosa che attualmente non possiedi o non sei in grado di fare.
Devi individuare un Vuoto e riempirlo attraverso le tue decisioni.
Difficilmente potrai impegnarti tanto per qualcosa che non ti interessa davvero, il che spiega perché spesso ci si possa sentire frustrati nonostante si raggiunga un risultato per cui si lavora tanto.
Mi è capitato molte volte di chiedere a qualcuno il “perché” del lavoro svolto fino a quel punto e scoprire che avevano confuso Obiettivo e Risultato.

Pensavano che ottenere una certa posizione nel proprio lavoro o diventare ricchi, fossero mete da raggiungere a tutti i costi, che il successo avrebbe permesso loro di essere felici o non dover più avere paura.
Solo per scoprire che il loro vero Endgame, la Felicità, prevedeva una strada diversa e che i soldi, il successo, una posizione importante erano solo obiettivi sbagliati.

Gli Obiettivi andrebbero sempre scelti sulla base del Risultato, e non bisogna mai fare il contrario.
Se vuoi perdere peso (Risultato) puoi anche tagliarti una gamba (obiettivo) ma non è una grande idea, non trovi?

Per questo esistono diverse strategie che puoi applicare per prendere decisioni migliori.
Vediamone alcune.

1) IL DIARIO DI VIAGGIO PER DIVENTARE COACH DI TE STESSO

La prima che ti presento è quella che uso con i miei clienti e su cui sto costruendo un corso che presenterò a breve.
Si chiama Diario di Viaggio ed è un tool che mescola Gamificazione e Architettura delle Informazioni per aiutarti a prendere decisioni migliori e diventare coach di te stesso.
Quando faccio compilare un “Diario di Viaggio” ai miei clienti partiamo dall’individuare il vero Endgame della loro esistenza, che chiamo “Sogno Impossibile”.
Serve a creare un contesto in cui sia più facile scegliere una strada invece che un’altra, perché come ti dicevo all’inizio, Viaggiatore, è la Destinazione a dare un senso alle strade che scegliamo.

Il Sogno Impossibile è quel Risultato che potresti non raggiungere mai in tutta la tua vita, ma che sogni con tutto il tuo spirito.
Nel mio caso, il mio sogno impossibile è vincere il Nobel per l’Apprendimento, e questo mi ha portato nel tempo a dedicare tutti i miei sforzi a migliorare le mie qualità di formatore.
Se vuoi saperne di più sul Diario di Viaggio e come trasformare in un gioco i tuoi obiettivi leggi questo articolo.

2) COSTRUISCI IL TUO TEAM

La seconda strategia, legata tra l’altro ad un passaggio del Diario ma che puoi attuare anche separatamente, è scegliere un Mentore o un Antagonista.
Queste due figure servono a mostrarti comportamenti ed attitudini diverse rispetto ad un problema da affrontare, perché rispondono ad una domanda molto semplice e potente:

“Come si comporterebbe il mio Mentore/Antagonista in questa situazione?”

Il Mentore incarna la personalità che tu vuoi imitare, in grado di compiere le scelte che tu non senti di essere in grado di compiere.
L’Antagonista al contrario è invece colui o colei che fa ciò che non faresti mai, che ti mette i bastoni tra le ruote e vuoi sconfiggere dimostrando di essere migliore.

Questa strategia permette di avere una prospettiva diversa sulle proprie opzioni e generare due tipi di motivazioni molto forti: il desiderio di essere come i nostri eroi ed il desiderio di sconfiggere i cattivi.

3) STABILISCI LE TUE REGOLE DI CONDOTTA

Foto di un ragazzo che medita in cima ad una montagna

Arriviamo infine alla terza strategia, forse la più complessa ma anche la più forte.
Stabilisci delle regole di condotta che ti aiutino a delimitare cosa vuoi accettare da te stesso e dalla tua vita e cosa invece vuoi assolutamente evitare.
Avere delle Regole da seguire così come sono espresse, senza possibilità di trovare scuse, ti aiuta in quelle situazioni in cui puoi distrarti, in cui puoi scegliere qualcosa di diverso, in cui il cervello ti porta a dubitare o rimandare.
La scelte delle Regole è un lavoro complesso, difficile, che ci mette a contatto con i nostri desideri e con la nostra cultura personale, che possiamo ampliare attraverso lo studio e la formazione personale per costruire la miglior versione possibile di noi stessi.
Le Regole di Condotta sono infatti legate alla tecnica del Filo Rosso, una delle applicazioni del Palazzo della Memoria.

Nel mio caso, le miei (prime) 5 Regole sono:

  1. Everybody dies
  2. You’re not responsible for the death of others.
  3. You’re responsible for your Path, which is a Path of Life.
  4. When someone asks you about your Path, you shall indicate it. That’s All.
  5. The Path is not a Place. It’s a Non-Linear Process. Remember that.

Ho scelto queste regole dopo un doloroso Burnout emotivo causato dallo stress del lavoro e da alcuni problemi relazionali.
Sono rimasto 3 giorni sdraiato sul divano a guardare Seinfeld e alla fine ho capito che dovevo stabilire dei confini, delle regole che mi aiutassero ad evitare di immergermi troppo nel lavoro e nei problemi degli altri.
Avere queste regole e seguirle alla lettera, senza dubitare, mi ha permesso di prendere decisioni in situazioni in cui era difficile “capire” quale fosse la soluzione giusta.
Perché mi ha insegnato che non esistono scelte giuste in assoluto, ma che sono io a decidere cosa è giusto per me.
E per poterlo decidere, devo sviluppare una Consapevolezza costante, conoscermi, continuare a studiare e crescere.
Perché ciò che sono ora non è che una frazione di ciò che posso diventare.

CONCLUSIONE

Prendere decisioni migliori è dunque un problema di architettura delle informazioni.
Scegliamo in base ai Dati che abbiamo in memoria, percepiamo la realtà e decidiamo come conseguenza dell’architettura mentale che ci porta a prendere decisioni e mettere in campo comportamenti specifici.
Questa consapevolezza è dunque il primo step da affrontare se vuoi prendere decisioni migliori: accettare che devi innanzitutto consocerti davvero, prima di poter sperare di conquistare il mondo.
E a quel punto, molto spesso, scopriamo che non ci interessa neanche conquistarlo, il mondo.
Vogliamo solo viverlo.

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