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Sono seduto su un divano in pelle nero.
Davanti a me, un tavolo rettangolare di legno, con sopra una fumante tazza di thè.
Posso sentire il tepore che proverei se le mie mani la stringessero.
Alzo gli occhi, osservo il grande camino in pietra, perfettamente levigato.
È spento, sento l’odore del legno bruciato che riempie le mie narici e mi fa pensare a quando da bambino mia nonna e mia madre accendevano il camino della nostra casa in montagna, la sera.
È un bel ricordo, a cui sono particolarmente legato.
Sopra il camino c’è un bellissimo orologio, sembra antico.
È stato uno dei primi oggetti che ho iniziato ad usare con le Tecniche di Memoria.
Sul 4, scritto in numeri romani, appare un albero su cui è appoggiato L., un mio cliente.
Questa immagine mi ricorda che giovedì prossimo, alle 4, svolgeremo insieme una sessione di coaching.

– Introduzione –

Costruire un palazzo della memoria

La stanza che ti ho brevemente descritto è la mia Sala del Tempo.
È una stanza del mio palazzo mentale che utilizzo per gestire gli impegni, gli appuntamenti e ricordare le Informazioni urgenti.
Tra i tanti benefici che ho ottenuto negli anni, una miglior gestione del tempo è sicuramente uno di quelli che mi ha reso più felice.
In questo articolo ti spiegherò le basi per iniziare a costruire il tuo Palazzo della Memoria e alcune strategie pratiche per riuscire ad usarlo sin da subito.

Che cos’è UN Palazzo della Memoria?

La Storia del Palazzo della Memoria

Si tratta di una tecnica di memoria con cui puoi potenziare la tua capacità di apprendere ed organizzare informazioni e ricordi all’interno della tua mente.
Ha una storia molto antica, perché le prime tracce del suo utilizzo arrivano sin al 415 avanti cristo, quando un inventore di nome Simonide di Ceo la utilizzò per la prima volta, dando vita ad una tradizione che continua fino ad oggi ed ha attraversato la storia dell’intera Europa.

Per farla breve, il Palazzo Mentale consiste nel visualizzare un luogo nella propria mente in cui inserire le Informazioni che vogliamo ricordare, così da trovarle più facilmente e rendendo più semplice il lavoro della memoria.
A dispetto del nome, questo “luogo” può in realtà essere qualunque cosa.
Io utilizzo infatti interi Palazzi ma anche piazze, strade, parchi.
Alcuni miei clienti hanno immaginato degli Chalet in riva ad un fiume, degli Igloo, delle caverne, palazzi nel cielo, foreste.
Puoi pensare infatti ad un Palazzo Mentale come se fosse un quaderno su cui prendere appunti.
Non è importante la forma, l’importante è che svolga il suo compito, che deve essere uno e solamente uno: non farti dimenticare ciò che vuoi ricordare.
Ma come si usa?
Semplice.

Riprendiamo un momento l’esempio che ho descritto all’inizio di questo articolo.
Sull’orologio ho immaginato un grande albero che spunta fuori dal numero 4.
È un’immagine apparentemente senza senso per chiunque, tranne che per me.
L’albero è un’immagine simbolica che associo ad un giorno specifico: giovedì (tra poco ti spiegherò perché)
Posizionandolo in un punto specifico sono in grado di ritrovare l’immagine con l’informazione che porta con sé.
Ma perché fare una cosa del genere, apparentemente senza senso e neanche immediata (anche qui, apparentemente)?
Perché il segreto del Palazzo Mentale e di tutte le altre Mnemotecniche è racchiuso in 3 semplici lettere.
Sto parlando del P.A.V.

Che cos’è un P.A.V.?

Si tratta di un acronomino che indica le 3 caratteristiche delle informazioni che in genere restano più facilmente nella nostra Memoria, ovvero:

Un cavallo che si muove su due gambe come fosse pazzo

P = Paradosso

Più un’informazione risulta strana, incredibile o paradossale maggiore è la probabilità che resterà nella nostra memoria!

Un robot che si muove su una sola ruota come fosse un monociclo

A = Azione

Ciò che si muove colpisce in modo più forte la nostra attenzione e rende più facile la creazione di un ricordo!

Un fungo con le gambe che spinge un carretto

V = Vividezza

I dettagli sono ciò che distinguono una cosa da un’altra e che distinguono le Informazioni all’interno della nostra Memoria

Il PAV è la base di tutte le Mnemotecniche e basta imparare a costruirlo per ottenere benefici incredibili, tra cui:

  • Aumento della concentrazione quando studi o devi ricordare ciò che qualcuno ti sta dicendo (penso ad una lezione oppure durante un colloquio)
  • Una maggior capacità di distinguere le Informazioni utili dal rumore bianco quando devi imparare qualcosa, che si tratti di un libro o di una conversazione o qualunque cosa
  • Puoi controllare i tuoi pensieri e migliorare il tuo dialogo interno

Ma cosa significa costruire un P.A.V.?
In parole povere significa “trasformare” una qualunque Informazione (un nome, una data, un concetto) in un’Immagine Simbolica che sia Paradossale, in Movimento e ricca di dettagli.
A solo titolo di esempio, immaginiamo di dover memorizzare una sequenza di carte.
Abbiamo:

  1. L’Asso di Picche
  2. Il 3 di Fiori
  3. Il 5 di Quadri
  4. La Regina di Cuori

Così, si tratta solamente di 4 carte senza nessun collegamento logico tra loro.
Ma usando il P.A.V. ecco che posso immaginare Lemmy dei Motorhead che getta i 3 moschettieri su un prato pieno di fiori da cui spunta una grande Mano che lancia un Quadro su Piero Pelù.

Che significa, ti chiedi?
Beh, ho trasformato ciascuna carta in un’Immagine Simbolica Paradossale e le ho collegate in una sequenza in Movimento, ricca di Dettagli Vividi.

Per spiegarmi ancora meglio:

  1. Lemmy Killmister, cantante dei Motorhead, la cui canzone più famosa è “Ace of Spades”, ovvero l’Asse di Picche.
  2. I 3 Moschettieri che cadono su un prato di Fiori indica ovviamente il 3 di Fiori.
  3. Una Mano, composta da 5 Dita, che stringono un Quadro, indica il 5 di Quadri.
  4. Piero Pelù mi è venuto in mente perché è l’autore di una canzone chiamata proprio Regina di Cuori.

Questa storiella colpisce la memoria più facilmente di una illogica sequenza di carte, perché ciascuna Immagine compie un’azione verso la successiva rendendo più forte il Ricordo.
Questo sistema può essere utilizzato per memorizzare qualunque tipo di Informazione e persino per numeri, date e codici quando usata
con la Tecnica della Conversione Fonetica.

Una volta che abbiamo creato un P.A.V., o Ricordo Artificiale, possiamo inserirlo all’interno del nostro Palazzo della Memoria per ritrovarlo più facilmente.
Nel mio Orologio associo sempre dei P.A.V. ad un’ora specifica, per ricordare gli impegni.
Nell’esempio che ti ho fatto l’Albero indica il giovedì perché in giapponese la parola che indica questo giorno è Mokuyobi, ovvero il Giorno dell’Albero!
Ora, quando hai costruito un Ricordo Artificiale usando il P.A.V. rimane il problema di “dove” metterlo per poterlo ritrovare quando ne avrai bisogno.

È qui che entra in gioco la tecnica del Palazzo della Memoria.

I 2 approcci per costruire un Palazzo della Memoria

Questa tecnica è estremamente potente e richiede tempo e pratica per essere padroneggiata.
Il beneficio più grande che otterrai usandolo è ovviamente un potenziamento della tua memoria, soprattutto se utilizzato in combinazione con le altre Mnemotecniche e le Mappe Mentali.
Per costruirlo esistono 2 approcci possibili:

Foto di un mazzo di chiavi di casa

Utilizzare un luogo che conosci già

L’approccio più semplice ed immediato, che non affatica eccessivamente la memoria!

Foto di 2 porte colorate in modo psichedelico

Costruire un luogo di fantasia

Sicuramente più complesso, ma ti permette di lavorare sulle tue Architetture Mentali attraverso le Submodalità!

Quando si tratta di memorizzare informazioni, non c’è nessuna differenza pratica tra questi 2 approcci.
Entrambi ti portano ad avere un Luogo nella tua memoria in cui inserire e disporre i ricordi come meglio credi, per ritrovarli al momento del bisogno.
L’unica vera differenza c’è nel momento in cui vuoi sfruttare l’intera struttura del Palazzo mnemonico per creare ancoraggi e modificare le tue abitudini.
Per adesso, cominciamo dal primo approccio.

1) Utilizzare un luogo che conosci già

È importante che tu conosca bene il luogo che sceglierai.
Può essere casa tua, il tuo ufficio, il percorso che compi per andare all’università.
Dev’essere un luogo che puoi richiamare facilmente alla memoria, in cui magari passi molto tempo.
Devi conoscerne ogni centimetro, i colori, le dimensioni, essere in grado di “camminarci” virtualmente dentro come fosse un videogioco o come se stessi guardando un film in cui sei la/il protagonista.
Quando avrai scelto il luogo che diventerà il tuo Palazzo, hai 2 cose da fare.

Foto di un portachiavi a forma di casa

1) Individua i punti di Ingresso e di Uscita

Quando avrai scelto il luogo che diventerà il tuo Palazzo, devi determinare un punto di ingresso ed un punto di uscita.

Vuol dire che se tu immaginassi di fare una passeggiata in questa Visualizzazione, dovresti sapere con certezza da dove si parte e dove si arriva.
Se stai usando casa tua possiamo immaginare che il punto di ingresso sia la Porta, mentre il punto di uscita potrebbe essere un terrazzo o l’ultima finestra.
È importante che il Percorso sia sempre lo stesso, perché uno dei migliori sistemi per aiutare la memoria è la ripetizione.

2) Individua i Loci tra l’Ingresso e l’Uscita

Devi individuare tutti i luoghi, tra il Punto di Ingresso ed il Punto di Uscita, che vuoi utilizzare per inserire i P.A.V. all’interno del tuo Palazzo.
Questi luoghi hanno un nome specifico: si tratta dei cosidetti Loci Ciceroniani, dal nome del celebre filosofo romano passato alla storia per essere un maestro di questa tecnica.
“Loci” è il termine latino che sta per “Luoghi” e nel gergo delle mnemotecniche indica il “punto di interessea cui associare un Pav.
Può essere qualunque cosa.
Una porta, un armadio, un quadro appeso ad un muro, una televisione, un albero, una fontana.
L’importante è che sia un elemento fisso del tuo Palazzo o Percorso, che generalmente non possa cambiare.

come scegliere i loci in modo corretto
M

Questi non vanno bene!

  • Un cappotto buttato su una sedia
  • Delle scarpe in un angolo
  • Una macchina parcheggiata in strada
  • Un piatto sul tavolo
  • Una locandina su un muro

Questi elementi possono cambiare nel tempo e non essere fissi nella tua memoria!

 

N

Questi vanno bene!

  • Un divano o un qualunque elemento dell’arredamento
  • Una statua oppure una fontana
  • Un cartello stradale
  • Un incrocio
  • Una stanza

Questi invece tendono ad essere elementi fissi e difficilmente subiscono modifiche strutturali e repentine!

Ad esempio, riprendiamo la sequenza di carte che abbiamo visto nel paragrafo precedente e ipotizziamo che io stia utilizzando casa mia come Palazzo Mentale.

  1. Primo Locus = La porta. Suono il Campanello e ad aprirmi trovo Lemmy dei Motorhead.
  2. Secondo Locus = Il Vaso sul comodino.  I 3 Moschettieri ci mettono dentro dei Fiori e li annaffiano.
  3. Terzo Locus = Il Corridoio. Una Grande Mano spunta fuori dal Pavimento e attacca un Quadro sul muro
  4. Quarto Locus = Il Divano del mio studio. Piero Pelù sta cantando in piedi sul divano.

Questo è un utilizzo molto semplice di un Palazzo Mentale per memorizzare una sequenza di informazioni.
Al posto delle 4 carte avremmo potuto inserire qualunque genere di Informazione, dagli elementi della tavola periodica, ad una serie di nomi da memorizzare o concetti da imparare.
Come spiego nel mio libro, grazie ad un P.A.V. qualunque informazione può essere trasformata in un Ricordo Artificiale e trovare il suo posto all’interno della tua memoria.

Alcune note utili:

  • Non è importante il “numero” di informazioni da Memorizzare, quando i punti di Interesse presenti nel Palazzo che vuoi usare.
  • Una delle regole fondamentali di questo Universo, forse l’unica, è l’equilibrio. In un Palazzo di piccole dimensioni puoi mettere un numero limitato di Informazioni.
  • Ragiona bene quindi su quante informazioni vuoi o devi inserire in un Palazzo della Memoria.
  • In genere usare un luogo che conosci già è un approccio sicuramente più veloce e “leggero”, perché la tua Memoria non deve sforzarsi di ricordare anche i luoghi che hai immaginato.
  • Ti consiglio quindi di testare questo approccio immediatamente seguendo queste indicazioni.

Esercizio

foto dello zio sam
  1. Scegli il luogo che userai come Palazzo. Ricorda che dev’essere un posto che conosci bene e che potresti descrivere alla perfezione
  2. Individua in modo preciso il punto di ingresso ed il punto di uscita

  3. Individua 5 punti di interesse tra l’Uscita e l’Ingresso e assicurati che siano sempre gli stessi e sempre nello stesso ordine.
    Nota: i 5 punti devono essere comprensivi dell’Ingresso e dell’Uscita
  4. Leggi questa lista di parole: Chitarra, Cappello, Fotografia, Gatto, Panchina.

  5. Trasformali in P.A.V. ovvero versioni Paradossali, ricche di Azione e di dettagli Vividi.
  6. Crea un collegamento tra ciascun P.A.V. ed un Locus.

Ripeti questo esercizio per qualche giorno e vedi se ricordi bene la lista delle 5 parole.

foto dello zio sam

Rifletti bene su alcune cose:

  • C’è per caso una parola che sei riuscito a memorizzare più facilmente rispetto alle altre?
  • C’è una parola che invece hai avuto più difficoltà a ricordare?
  • Qual è la differenza tra le due? Magari le Visualizzazioni che hai creato hanno elementi diversi? Hai usato colori diversi, forme e dimensioni o anche il tipo di azione che hai immaginato sono differenti?
  • Prendi gli elementi che funzionano e replicali sulla Visualizzazione che non funziona!

Quando avrai finito e riuscirai a ricordare facilmente le 5 parole, prova a sostituirle con un’altra lista.
E perché non provare ad aggiungere anche altri Loci, magari?

2) Usare la fantasia per costruire un palazzo mentale

Foto di due porte colorate

Questo approccio è leggermente più lungo da applicare e un tantinello più complicato.
Ma personalmente è l’approccio che preferisco ed è quello che puoi utilizzare per intervenire sulle Architetture Mentali e costruire la tua Personalità.
Consiste nell’immaginare un luogo da zero, scegliendone lo stile artistico, i colori, le dimensioni.
Avrai il completo controllo sugli Elementi del Palazzo Mentale, come i colori, le dimensioni, lo stile architettonico, il numero di Loci.
Questi elementi, insieme a tanti altri, prendono il nome di Submodalità e puoi immaginarli come gli ingredienti del Pensiero.
Se da un punto di vista operativo non cambia molto rispetto al primo approccio (hai delle stanze all’interno del quale inserisci dei Loci a cui agganciare i tuoi P.A.V.) è nelle sue sfumature che il secondo metodo diventa incredibilmente più affascinante.

Perché la differenza più grande è che usare la fantasia, rispetto allo scegliere un luogo che conosciamo già, è un’attività decisamente più profonda e carica di lavoro, che mette in luce tutti i processi che normalmente usiamo nel compiere una scelta.
Agire sul Palazzo della Memoria ci permette di agire proprio su questi processi attraverso l’intervento sulle Submodalità, come ti spiegherò tra poco.
Il modo migliore per usare questo secondo approccio consiste nel porsi una domanda…

“…Se potessi avere la casa dei miei sogni, come sarebbe?”

In genere mi pongo sempre questa domanda dopo che ho iniziato ad avvicinarmi all’argomento che voglio memorizzare.
Nel mio libro “Tecniche di Memoria – Pensare Meglio per Vivere Meglio” descrivo il mio Palazzo Mentale dedicato al Buddismo e di come sia simile ad una gigantesca Città di pietra in mezzo ad un oceano infinito.
Dopo aver iniziato a leggere il bellissimoVita di Siddhartha il Buddha” del monaco Thic Nhat Han ho deciso che avrei costruito un Palazzo della Memoria per memorizzare tutte le informazioni che stavo leggendo.
Così mi sono chiestoSe avessi una casa dei miei sogni, legata al Buddismo, come sarebbe?”.
Pochi minuti dopo stavo già costruendo la struttura che descrivo nel mio libro.

Disegno di un progetto fatto con una matita ed una riga

I passi da seguire per costruire un Palazzo Mentale usando la fantasia sono questi:

  1. Scegli lo stile architettonico.
    Dovrà essere uno stile coerente, per evitare un carico di lavoro eccessivo per la memoria
  2. Decidi i confini del tuo Palazzo.
    Ti aiuterà a focalizzare la tua attenzione sulla struttura interna.
  3. Costruisci i punti che diventeranno Loci.
    Ricorda che deve esserci equilibrio tra numero di Loci e dimensione de Palazzo.
  4. Gira in lungo e in largo per il tuo Palazzo.
    Devi conoscerne ogni centimetro.
Disegno di un progetto fatto con una matita ed una riga

Questi 4 passi vanno seguiti alla lettera e precisamente in questo senso, sempre.
Se lo farai potrai costruire un Palazzo Mentale che rispecchi i tuoi desideri in men che non si dica.
Mi raccomando ad una cosa.
Come spiego nel mio libro, è importante che tu non inserisca i P.A.V. MENTRE stai costruendo il tuo Palazzo.
La tua memoria ha infatti bisogno di concentrarsi su un lavoro alla volta, quindi ti conviene prima completare il Palazzo Mentale, e solo successivamente puoi cominciare ad inserire i Ricordi che vuoi memorizzare nei Loci che avrai scelto o creato.

ESEMPI DI PALAZZO MENTALE

Negli anni ho costruito tantissimi Palazzi, per le le più svariate ragioni.
Ho usato il Palazzo della Memoria per studiare, per gestire meglio il tempo, per modificare i miei comportamenti, per modulare le mie emozioni.
Adesso te ne descriverò alcuni utilizzi perché possa farlo anche tu.

USARE IL PALAZZO MENTALE PER STUDIARE

Foto di una ragazza che studia

Qualche anno fa decisi di usare le tecniche di memorie per studiare le lingue, in particolare il giapponese.
Devi sapere che in questa lingua esistono 214 radicali, ovvero simboli semplici da memorizzare (per quanto numerosi) che mescolati tra loro, in un modo preciso e logico, compongono tutti gli infiniti ideogrammi possibili.
Decisi di creare una catena mnemonica per memorizzare tutti i radicali giapponesi e in pochi giorni riuscii a farlo.
Successivamente pensai un’altra cosa.
Che avrei potuto trasformare in un Palazzo Mentale ciascun ideogramma grazie alla tecnica del P.A.V.
Funzionò incredibilmente bene!

Ma mi è capitato di studiare tante cose negli anni.
La scorsa estate ho iniziato a studiare il Kandel, il più importante libro sulle neuroscienze, e cominciai ad inserire in una stanza di un mio palazzo le informazioni relative al cervello di cui avevo bisogno.

Insieme alle Mappe Mentali e alle altre tecniche di memorizzazione un Palazzo Mentale è in grado di velocizzare tantissimo l’apprendimento, perché come spiego nel mio libro ti permette di potenziare le 3 fasi della Memorizzazione, ovvero l’acquisizione, l’organizzazione e la ritenzione delle Informazioni.

USARE IL PALAZZO DELLA MEMORIA PER GESTIRE IL TEMPO

L'importanza di una buona storia

Mi è capitato spesso in passato di dimenticare i miei impegni, più o meno importanti.
Alcune delle mie stanze mentali mi aiutano proprio in questo, come nell’esempio che ti ho fatto all’inizio di questo articolo.
Il segreto sta nel creare degli Ancoraggi per attivare la Stanza del Tempo (è così che la chiamo!) in modo costante durante la giornata, così che la tua attenzione sia costantemente richiamata agli impegni da rispettare.

USARE IL PALAZZO DELLA MEMORIA PER CAMBIARE COMPORTAMENTI

L'importanza di una buona storia

Utilizzando la stessa tecnica degli Ancoraggi per gestire il tempo è possibile intervenire sulle proprie abitudini.
Nel mio libro spiego come utilizzo la tecnica che chiamo del Gong Spezzato perché mi aiuti ad intervenire sui comportamenti che voglio modificare.
In una delle Stanze del mio Palazzo del Buddismo c’è una statua con un gong spezzato a cui ho ancorato un comportamento, chiamato “non rivalsa”.
Mi aiuta a non reagire in modo istintivo e a scegliere in modo più consapevole le azioni da svolgere.
Nel tempo, grazie alla specializzazione neurale, tale ancoraggio inizia ad attivarsi in maniera pressoché automatica, con innumerevoli benefici.

USARE IL PALAZZO DELLA MEMORIA PER GESTIRE LE EMOZIONI

L'importanza di una buona storia

Quando cerchiamo di descrivere un’emozione che stiamo provando è facile usare delle metafore, come “sento un peso sul petto” oppure “non riesco a vedere una soluzione”.
In queste parole possiamo individuare degli elementi sensoriali.
“Sentire” indica infatti una sensazione fisica ben precisa, e “vedere” si riferisce all’utilizzo degli occhi.
Queste 2 frasi esprimono in modo concreto (e quindi manipolabile) un’Emozione.

Ad un mio cliente che ha usato la prima metafora ho proprio chiesto di immaginare delle ali in grado di sollevare il peso sul petto e di descrivermi se la sensazione fisica provata stava cambiando.
Mi ha detto di sì ed era anche parecchio sorpreso.

Questi elementi sensoriali prendono il nome di Submodalità e sono fondamentali per imparare a controllare e gestire le Emozioni.
Le Emozioni nascono da e al tempo stesso scatenano una Sensazione fisica e questa Sensazione determina il tipo di comportamento che sceglieremo, come spiego in questo articolo.
Usando il Palazzo della Memoria è possibile lavorare sulle Sumobodalità in modi assolutamente pazzeschi come spiego nel mio libro.
In uno dei miei Palazzi esiste infatti la Cascata della Tranquillità, uno spazio che utilizzo per gestire lo stress, il rancore, il nervosismo, attraverso la modifica degli elementi che lo compongono.
Puoi farlo anche tu, se ti alleni in modo appropriato.

CONCLUSIONI

Abbiamo visto che esistono 2 approcci diversi per costruire un Palazzo della Memoria e che puoi usarlo per migliorare la tua memoria e studiare più velocemente, ma non solo.
Puoi infatti usarlo anche per gestire meglio il tuo tempo, modificare i tuoi comportamenti e controllare il modo in cui le Emozioni influenzano le tue scelte.
Costruire un Palazzo della Memoria  è un’esperienza fantastica ed io sono grato di aver appreso questa tecnica.
Spero tanto che anche tu possa scoprire tutti i benefici che questo strumento è in grado di dare e se vuoi cominciare ad usarla puoi ricevere l’estratto gratuito del mio libro iscrivendoti alla mia newsletter e prenotando una sessione di coaching gratuita per chiedermi tutto ciò che vuoi su questa tecnica e su tutto ciò che riguarda la crescita personale.

Cover libro tecniche di memoria

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