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C’è una finestra nella stanza del Filo Rosso, uno dei luoghi più importanti del mio Palazzo della Memoria.
Passo accanto al tavolo di legno su cui è poggiata una pigna, simbolo di una delle lezioni più importanti della mia vita e mi appoggio lì, scosto la tenda color pastello che si muove leggermente nella perenne brezza primaverile che sento Qui.
C’è una Cima, in lontananza. La Cima di Monte Panico, che puoi trovare a Forca d’Acero.
La vedo attraverso il vetro, si staglia chiaramente nel cielo chiaro, senza una nuvola.
Ho un bel ricordo associato a quel luogo, per questo l’ho inserito nel mio Palazzo Mentale.

Quando eravamo ai piedi del monte, Aurelio, il mio compagno di avventure ha indicato la Montagna e ha detto: “Ecco, ora che siamo qui, dobbiamo guadagnare la Cima”.
Mi ha colpito quella frase.

 

Foto della cima di Monte Panico

Guadagnare la Cima.
Perché lei non è lì per me.
Non si muoverà dalla sua posizione nello spazio per venirmi incontro e se voglio arrivarci dovrò fare tutto ciò che occorre.
In poche parole… guadagnarmela.

E questa Lezione è alla base della mia Disciplina.
Una Lezione con cui è possibile affrontare e sconfiggere il nostro più grande nemico.
La Paura.

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– Intro –

Avere paura della Paura

Foto di una grande radura in montagna
“Insegnami a non provare più paura”.

È una delle richieste che sento spesso dalle persone che si affidano a me.
E la prima Lezione che insegno è che no, non si può smettere di provare paura.

Perché la Paura non è una malattia.
Non è qualcosa da cui guarire.
È qualcosa da comprendere, un segnale di cui tenere conto.
Quello delle Emozioni è un linguaggio complesso, che nessuno ci insegna a parlare.
Se mi dici che non vuoi provare più paura, è come se mi stessi chiedendo di insegnarti a non pronunciare più una parola.
Quella parola potrebbe anche non piacerti, ma ci saranno momenti in cui sarà necessario pronunciarla, perché una parola non è altro che un Simbolo, un Segnale che indica una Realtà.
Lo stesso vale per le Emozioni.
Non possiamo non provare Paura, perché significherebbe vivere in un Universo in cui non accade nulla.
Il nostro Cervello è infatti strutturato per interfacciarsi con la Realtà e le Emozioni sono i segnali che ci raccontano cosa sta accadendo.
Sono parole, sono frasi e sono storie di cui siamo protagonisti e su cui possiamo e dobbiamo scegliere di intervenire, prendendo in mano la penna con cui continuare la nostra narrazione.

E le Emozioni non si possono cancellare.
Perché cancellarne una, significa cancellarle tutte.
Non esistono infatti Emozioni positive o negative, non c’è questa separazione.

L’amore può farti sopportare qualunque cosa, per la persona sbagliata.
E la paura può farti fuggire. Ma anche combattere.
Perché ciò che ti spaventa è spesso ciò che sai di dover affrontare.

La domanda quindi non è di cosa hai paura.
La domanda è “Cosa vuoi farne di questa paura?”.

Il Digital Sangha

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Dormire ai piedi del monte…

Le 3 strategie per evitare di affrontare la paura.

Ogni Cima ha la stessa particolarità.
Ti sembra incredibilmente vicina, quando la vedi da lontano.
Che è lo stesso che accade con i nostri obiettivi o le sfide da affrontare.
“Ma sì, sarà facile. Come l’avessi già fatto”.
E rimani lì, immobile, senza fare i passi giusti per avvicinarti davvero a ciò che desideri.

Questa è la prima strategia di evitamento che applichiamo, per non affrontare il Percorso che sappiamo di dover compiere: l’illusione.
Rimaniamo nella nostra mente, l’immagine di un futuro cambiamento a portata di mano e spesso ci basta.
Ci basta sapere di poter arrivare in Cima, per non muoverci davvero.

Ma poi magari un passo lo facciamo, il fascino discreto di quella Cima che ci chiama come il canto di una sirena, la promessa di un panorama o di una sfida vinta che si fa più forte dell’evitamento.
Allora andiamo, un passo dopo l’altro, fino ai piedi del monte.
Ed ecco che alzando gli occhi al cielo quella promessa si fa lontana, come la Cima che improvvisamente è diventata distante, difficile.
Iniziamo a dirci che già essere arrivati qui è un risultato.
Che tutto sommato non è necessario arrivare in Cima per distinguere davvero il canto della sirena.
Anche da qui si sente bene.
Anche dormire ai piedi del monte, dopotutto, non è male.
E questa è la seconda strategia di evitamento: l’accontentarsi.

 

Foto di Andrea Khaldi che guarda l'orizzonte sulla cima
E dormirai ai piedi del monte, allora, perché anche qui si sta bene e la prossima volta che affronterai una sfida saprai che non è necessario arrivare in Cima per stare bene.
Anche la prossima volta potrai accontentarti della promessa di successo, dormendo ai piedi del monte e guardando la Cima da lontano, chiedendoti “Chissà come si sta lì sopra?”.
E questa è la terza strategia di evitamento: la Fantasia.

…Passeggiare tra le nubi.

L’inesistenza di limiti in natura

Foto della cima di una montagna
Arriviamo in cima dopo aver sbagliato il sentiero.
Capita spesso, a me ed Aurelio, di sbagliare il sentiero.
A volte lo facciamo apposta, perché come mi ha detto lui mentre nell’immensità di una valle piena di fiori gialli la cui disposizione mi ha fatto pensare al cimitero de “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”…

 

“È bello perdersi quando sei su un sentiero che non conosci. Così puoi scoprire cosa c’è”.

Foto di una valle con fiori gialli

Proseguiamo sotto il sole, la salita che si fa così ripida che dobbiamo piegarci per proseguire.
Perché a volte devi toccare la terra con le mani, pur di arrivare alla meta.
E non bisogna vergognarsi di questo.

Il problema non è infatti cedere.
Non è cadere, o fallire.
Il problema è arrendersi.

Foto di foglie illuminate dal sole
 

“Guarda quell’albero”, mi dice Aurelio mentre attraversiamo un bosco dai colori del cioccolato.
“È caduto, eppure le foglie continuano a crescere perché qualche radice è comunque rimasta. Tra qualche anno magari questi rami inizieranno a piegarsi verso l’alto, in cerca di luce, in cerca di vita.”
Come queste foglie continuano a crescere anche dopo che l’albero è caduto, così continuiamo sul sentiero di questa montagna anche se siamo stanchi, anche se la salita è ripida, anche se la Cima a volte sembra allontanarsi. 

Foto di foglie illuminate dal sole
Foto della montagna al confine tra Abruzzo e Lazio
Succede una cosa bella, quando poi finalmente alzi lo sguardo e ti accorgi di essere quasi arrivato: la vista della meta ti da energia.
La stanchezza svanisce, l’umore vola nel cielo, più alto di dove ti trovi.
I passi diventano leggeri, i fili d’erba che sembrano farti scivolare per aiutarti.
Le pietre ed i sassi che che ti hanno fatto camminare con fatica fino ad ora, dolci come cupcake ripieni di sogni.

Un passo dopo l’altro, il fiatone che aumenta, gli occhi che si riempiono di meraviglia.
Sono arrivato.
Mi guardi attorno mentre Aurelio mi ricorda che in questo momento ci troviamo tra 2 regioni.

“Vedi, da questa parti vedi San Donato Valcomino, nel Lazio, mentre lì, in fondo, vedi quel paesino? È Pescasseroli, in Abruzzo”.

 

Quando leggo la scritta sulla pietra sorrido.
“Monte Panico”.
Nome appropriato.

Foto di una pietra con su scritto Monte Panico
Mi viene da pensare che Limiti e Confini non esistono in natura.

Che quando abbiamo paura di qualcosa non facciamo che mettere paletti alle possibilità offerte dalla vita.
Per quanto distante possa essere la meta che vuoi raggiungere, tu puoi farlo.
I limiti che pensi di avere esistono solo nella tua mente, ma ti basta andare un pò più in là rispetto a dove ti trovi per scoprire che i nomi che diamo alle cose sono solo… nomi.
Abruzzo, Lazio, Paura, Amore… solo simboli che cercano di limitare una Realtà che è più grande di noi, che non è bella o brutta.
Semplicemente è.

E se la smetterai di concentrarti su ciò che non hai e su ciò che non vuoi provare scoprirai che in questo Universo non ci sono limiti a ciò che puoi ottenere.
Il tuo futuro, la qualità della tua vita non dipendono da ciò che ti fa paura.
Non farti fregare da questo, non farti fermare.
Il tuo futuro dipende da come sceglierai di Reagire a ciò che ti spaventa.
Sceglierai di dormire ai piedi del monte e accontentarti delle tue fantasie di gloria?
Oppure ti alzerai in piedi, punterai gli occhi al cielo e guadagnerai la tua Cima?

Perché lei è lì.
Per te.
Ti sta aspettando.

Foto di Andrea khaldi che cammina in un prato

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