Il titolo di questo articolo è una frase che sta risuonando spesso nella mia testa negli ultimi giorni.
Mi è rimasta impressa questa frase dopo l’ultimo aperilearning, dedicato alle 3 fasi dell’apprendimento e a come sia importante esserne consapevoli sia nel lavoro, sia nelle relazioni.
L’ho pronunciata io, ma non mi è rimasta impressa perché l’ho pronunciata io.
E’ successo perché una persona dopo la call mi ha mandato un messaggio per dirmi che le è rimasta impressa.
Quello del capire come prendere una decisione giusta, o come capire se stiamo scegliendo la strada adatta è un tema che mi sta a cuore perché è proprio in quel momento che spesso crolliamo.
Tanto è vero che ormai non credo più che il problema sia capire quale sia la scelta giusta.
Semmai dobbiamo imparare a decidere cosa riteniamo giusto e vivere la nostra vita in accordo con i nostri principi.

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COSA SUCCEDE QUANDO DECIDIAMO

Il problema più grande, in una decisione, è la paura.
La paura di commettere un errore, ad esempio.
La paura che se sbagliamo non potremo tornare indietro e ciò che perderemo sarà perso per sempre.
Per quanto potremo essere certi di ciò che vogliamo, la dura verità è che scegliere significa perdere, per il cervello.
Quando scegliamo un’opzione, stiamo rinunciando alle possibilità offerte dalle altre che si trovano sul piatto.
E non c’è niente che il cervello odi di più.
Scegliere, per il cervello, significa la possibilità della rinuncia e si opporrà sempre quando c’è la possibilità che noi rischiamo di perdere ciò che abbiamo.
Questo principio è talmente forte che, ad esempio, quando dobbiamo iniziare una dieta c’è una differenza enorme tra “perdere dei chili” e “raggiungere un certo peso”.
Persino la linguistica può influenzare i nostri risultati.
E questo accade perché nonostante tutti i cambiamenti che ci sono stati in questi millenni, il nostro cervello continua ad agire come fosse nella preistoria, soprattutto per ciò che riguarda il suo istinto.

Immagine di un campo di grano

ISTINTO E SOPRAVVIVENZA AL GIORNO D’OGGI

Il compito del cervello è solo uno: farci sopravvivere.
Eppure, oggi, i motivi per cui possiamo morire sono relativamente pochi, rispetto a quando abbiamo iniziato ad evolverci.
Il problema è che il nostro cervello non sembra esserci accorto che le cose sono cambiate, quindi continua a proteggerci.
Ma da cosa?
Beh, da ciò che più si avvicina alla morte: il cambiamento.

Noi siamo ciò che ricordiamo, siamo le nostre abitudini, e cambiarle, andare contro noi stessi, per il cervello significa morire.
Anzi, significa rischiare di morire.
Perché è vero, forse non sei felice adesso, nel tuo lavoro le cose non vanno bene, il tuo fisico non ti piace e magari vorresti smettere di fumare… ma è pur vero che fino ad adesso non sei ancora morto.
Perché rischiare di cambiare?
E’ esattamente il principio raccontato nel film “L’Odio”, con la storia della persona che cadendo da un tetto continua a pensare “Fin qui tutto bene”.

L’istinto del cervello è dunque di evitare i rischi, perché non ha interesse a vederci felici o soddisfatti, ma vivi, a qualunque costo.
Questo principio è ciò che rende difficile,prendere una decisione anche quando siamo assolutamente certi che sia giusta.

COME SI PRENDE UNA DECISIONE GIUSTA ALLORA?

La risposta semplice?
Ci vuole coraggio.
Ci vuole forza bruta, necessaria per andare contro il nostro istinto, che ci chiederà di rimandare a domani, di aspettare il famoso momento giusto che non arriva mai, di vedere se qualcun altro può precederci.
Ma tutto questo è solo il nostro cervello che ci fa credere che siamo in controllo, ed invece aspettiamo.

Per questo motivo, come spiegato durante la call dell’Aperilearning dedicata alle Fasi dell’Apprendimento, per prendere una decisione uso 3 strategie molto semplici.

La prima consiste nel non fidarmi di me stesso, ma circondarmi continuamente di persone che siano in grado di mostrarmi punti di vista diversi dal mio che normalmente non scoprirei neanche pensando per settimane.

La seconda è seguire con disciplina le mie Regole di Condotta, ovvero i principi che voglio siano alla base delle mie relazioni e delle mie scelte.

La terza è focalizzare con chiarezza l’Endgame, ovvero ciò che otterrò prendendo una certa strada.

Questi tre punti sono alla base del Diario di Viaggio, il tool che ti aiuta a diventare coach di te stesso grazie alla Gamificazione e che puoi imparare ad usare all’interno della Digital Sangha Academy gratuitamente.

Perché la verità, Viaggiatore, è che qualunque cosa tu scelga la vita ti riserverà sempre gioie e dolori, vittorie e sconfitte, pause ed imprevisti, vita e morte.
Quindi invece di cercare di evitare i problemi che ci saranno comunque, concentrati sul trovare ciò per cui tutto questo valga davvero la pena.
Perché ricorda.
Una decisione non è altro che l’inizio di qualunque scelta.

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