Perché è difficile prendere decisioni sane e positive, anche quando siamo certi che siano giuste?
O meglio… perché è difficile trasformare una decisione in un comportamento?
E’ semplice, Viaggiatore.
Il cervello ha paura del Vuoto e non c’è niente di più spaventoso del futuro.
Dopotutto, ciò che hai fatto finora ti ha permesso di sopravvivere.
Al tuo cervello non interessa che tu sia felice, ma che tu sopravviva e statisticamente è più probabile continuare a farlo ripetendo gli stessi comportamenti che ti hanno portato fin qui.
Un principio molto semplice che possiamo chiamare “principio di coerenza”.

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Il principio di Coerenza spiega perché cambiare è difficile

Questo principio è simile a quello che guida uno sceneggiatore quando scrive gli episodi di una serie tv.
Se guardi Friends, ad esempio, ti aspetti che ogni episodio ti faccia ridere.
Se guardi Chicago PD, invece, sai che ogni puntata sarà ricca di violenza e introspezione.
Nel caso in cui succedesse che in una puntata Chandler venisse torturato e brutalizzato dalla polizia… sarebbe strano.
Questa narrativa non sarebbe coerente con la storia che siamo abituati a seguire ed il nostro cervello penserebbe che c’è qualcosa di strano.

Guarda questa sequenza, a cui è stata cambiata la fotografia e sono state tolte le risate registrate. Un effetto totalmente diverso, che non avrebbe senso se fosse l’unica in tutto il telefilm… non sarebbe coerente!

La stessa cosa accade quando cerchiamo di cambiare un’abitudine negativa, come quando cerchiamo di smettere di fumare, iniziare una dieta o pianificare il nostro lavoro.
Pensiamo che basti una buona intenzione, ma molto spesso pur avendo la certezza che il cambiamento che cerchiamo è necessario, rimandiamo a domani, alla prossima settimana, a settembre o a capodanno.
Questo succede perché esattamente come in un telefilm, ogni nostro nuovo giorno deve essere il più possibile coerente con quello precedente, altrimenti il nostro cervello penserà che c’è qualcosa di strano.
Cercare di cambiare alimentazione dall’oggi al domani o modificare una routine lavorativa che va avanti da tempo è difficile perché si tratta di comportamenti che per quanto “giusti”, sono incoerenti.
Il nostro cervello ama infatti le ripetizioni, la sicurezza, l’assenza di dubbi, per questo davanti un’opzione che non conosce o che non rappresenta una certezza di vittoria, sceglierà sempre la soluzione già tentata.

IL PASSATO è LA BASE DA CUI DIPENDE LA TUA NARRATIVA ESISTENZIALE

Da questo punto di vista, il nostro passato funziona come una base narrativa da cui il nostro cervello prende continuamente spunto per elaborare nuovi episodi della nostra esistenza.
Maggiore la coerenza, maggiore il senso di sicurezza che ne trarrà, perché ricorda, Viaggiatore: lo scopo del cervello non è renderci felici, ma farci sopravvivere.

Perché allora a volte riusciamo a cambiare improvvisamente?
E davvero non c’è soluzione davanti a questa sorta di loop esistenziale?

Cambiare è difficile

La risposta alla prima domanda ha a che fare con la biologia.

Uno dei meccanismi che guidano la memoria nel costruire un ricordo è l’impatto emotivo.
Se un evento è in grado di impattare in modo evidente la nostra vita, diventa subito un ricordo, generando in modo rapido nuove connessioni neurali che per il cervello sono l’equivalente di un libretto d’istruzione dei comportamenti.
E’ evidente però che non possiamo contare sempre su queste esplosioni emotive, perché la maggior parte di ciò che ci accade è spesso… pura routine, incolore o che dura il tempo di una fiammata.

Per questo motivo, una soluzione meno appariscente ma sicuramente efficace è quello di introdurre piccoli cambiamenti incrementali nelle nostre giornate, che puntino a farci accumulare progressivamente piccoli risultati gestibili e replicabili, in modo da hackerare il cervello bypassando la sua soglia dell’attenzione.

Se vuoi smettere di fumare ad esempio l’ideale potrebbe essere iniziare a cambiare qualche abitudine nella tua routine, invece di troncare dall’oggi al domani.
Lo stesso per quanto riguarda l’andare in palestra o iniziare a mangiare meglio.

La Gamificazione, ad esempio, si basa proprio su questo aspetto: farti ottenere piccoli risultati trasformando le tue esperienze in un gioco che punta a farti raggiungere la vittoria senza sforzarti.

PUOI COSTRUIRE UN NUOVO PASSATO GRAZIE AL PALAZZO DELLA MEMORIA CON CUI PRENDERE DECISIONI PIù CONSAPEVOLI OGNI GIORNO

Se il nostro cervello guarda inevitabilmente al passato quando valuta un’opzione, allora è qui che dobbiamo portare il nostro gioco.
Ogni cosa che facciamo oggi diventa infatti un nuovo Oggetto Mentale che domani potremo osservare e da cui trarremo spunto per le sfide che affronteremo.
Costruire un nuovo passato significa guardare gli eventi da una prospettiva nuova: i nostri ricordi non sono più una base narrativa con cui dover essere coerenti, ma un canovaccio che possiamo riadattare e scrivere e innovare continuamente, attraverso i comportamenti di oggi.
Il Palazzo della Memoria, tra tutte le Mnemotecniche, è sicuramente quella che permette di ottenere questo risultato, perché obbliga l’utilizzatore a scegliere cosa ricordare e come.
Dopotutto noi non possiamo dimenticare ciò che ci è accaduto, ma di sicuro abbiamo il potere di scegliere come vogliamo ricordare oggi.
Ed è questa scelta, a poter fare davvero la differenza, Viaggiatore.

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